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Matilde, I'm coming.

02.01.2012 16:42

Un passo dopo l'altro. Mi muovo per la stanza indiscreta, anche un po' disorientata. Ma la mattina io sono sempre disorientata... e allora ho bisogno di fare un giro completo della casa, tanto per ricordarmi degli oggetti che mi appartengono, delle pareti che mi sorreggono, dei ricordi che mi costruiscono.

Oggi è il grande giorno, lo aspetto da almeno un anno! Oggi è il giorno in cui i pezzi della mia vita trovano la colla giusta per assestarsi su di me! Oggi è il giorno in cui arriva Matilde in città. 

Matilde è la mia migliore amica. L'unica e sola a conoscermi realmente, senza tutti i fronzoli e le distanze delle conoscenze! Lei mi conosce senza barriere e senza logica, mi conosce oltre i vestiti che indosso e i rossetti che mi dipingono, mi conosce al di là delle situazioni e degli episodi di banale quotidianità, mi conosce nel profondo delle mie scelte e dei miei assunti di vita. Mi conosce senza troppe parole e aggettivi, mi conosce tutta, ecco. L'anno scorso è diventata direttrice di un'importante azienda che si occupa di design di interni a Milano. L'azienda le ha comunicato senza alcun minimo di preavviso che la mattina successiva sarebbe dovuta trasferirsi per stare vicino alla sede centrale. E quindi non ho avuto neanche la possibilità di abituarmi all'idea che avrei dovuto stare senza di lei! E' stato traumatico, traumatico e doloroso! Anzi, forse è stato più che doloroso e traumatico... è stato delinquenziale e tragico! E' stato peggio di un colpo di Stato, peggio di una rivoluzione sanguinaria, è stato peggio di tutte le pestilenze della storia! Beh... forse ho esagerato un po' il concetto, però quello che voglio dire  è che la sua mancanza ha inciso tantissimo sulla mia vita! Chi non vive un'amicizia come quella, in cui ci si appartiene fraternamente, non può capire. Io e lei ci siamo sempre appartenute...e tutto quello che è mio è da sempre stato anche suo! A partire dalla prima bambola che ho avuto da piccola, Sbrodolina! Sbrodolina, per esempio, era sia un po' mia che un po' sua... persino ogni piccola traccia di bava che appariva furtivamente dalla sua bocca di plastica apparteneva a entrambe! Così come diventò di tutte e due il primo motorino comprato a quattordici anni, come anche il primo vestito corto, rosso e scollato, così anche come Mattia a pensarci bene... tecnicamente era di tutte e due visto che una sera era nel mio letto una sera nel suo. E siamo cresciute in questo modo, nell'appartenenze e nella comunità. O almeno era così fino all'anno scorso... lei se n'è andata e io sono rimasta qui... e adesso riguardo quella troia di Sbrodolina che continua dopo vent'anni a sbavare come una cretina, riguardo le carcasse del motorino rosa, riguardo quel vestitino rosso adibito adesso a tappetino per la merda del mio cane, riguardo persino Mattia... ogni sera appostato all'angolo di casa mia a spacciare come un forsennato! E mi viene da piangere dalla disperazione e dalla nostalgia! Ma tutto questo oggi smette di esistere: oggi Matile arriva in città. Ah, sono così emozionata! Chissà se sarà diversa, se avrà cambiato colore di capelli, se avrà ancora quel culo da vacca...  beh, ammettiamolo. Amiche sì, ma il culo da vacca ce l'ha sempre avuto! Ce l'avrà ancora? Oh, non sto più nella pelle! 

E proprio mentre comincio a prepararmi per accoglierla con champagne e palloncini in aeroporto, mi arriva una chiamata al cellulare. Che faccio? Guardo chi è? E se poi perdo tempo? Non posso arrivare in ritardo, non oggi! E se fosse l'ospedale? No, oggi non ci sono per nessuno! E se...-dico, per dire... eh- ci fosse un paziente in fin di vita che aspetta il mio intervento? Ma d'altronde io sono solo una specializzanda... il mio contributo non potrà essere poi così fondamentale! Percià butto il cellulare in borsa senza neanche vedere chi è, do un'ultimissima sistematina ai capelli, controllo se il rossetto ha sbavature, mi accerto un ultimo minutino di essere la cessa che ricordavo ed esco fuori!... Matilde, I'M COMING!

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